La qualità ambientale


I trevigiani preoccupati per la qualità dell’ambiente.

Cresce l’attenzione per la salvaguardia del territorio

 

I trevigiani sono preoccupati per le dinamiche della qualità dell’ambiente del loro territorio. Intravedono un progressivo peggioramento e additano al traffico la principale responsabilità. Nell’opinione pubblica locale si va affermando anche la convinzione che a danneggiare la qualità locale siano l’inquinamento dei fiumi e quello elettromagnetico, nonché le cave e l’eccessiva cementificazione.

 

Non desta ancora particolare allarme l’inquinamento acustico, mentre si avvicina alle soglie di timore il problema dell’inquinamento atmosferico, delle acque potabili e l’estinzione delle specie vegetali e animali.

 

La preoccupazione per l’inquinamento dell’aria, però, non ha ancora consistenti effetti sui comportamenti. I trevigiani continuano a preferire l’auto.

Sotto accusa, però, c’è il sistema della mobilità e l’opinione pubblica locale chiede maggiori investimenti in strade, nel trasporto pubblico e in quello ferroviario.

Il legame tra miglioramento della mobilità e valorizzazione della qualità ambientale è, in provincia di Treviso, molto stretto.

 

Due sono le sollecitazioni che arrivano dai cittadini:

  • la prima direttrice si staglia lunga l’asse di un nuovo sistema viario, in grado di rispondere all’esigenza di una maggiore fluidificazione del traffico e un alleggerimento del sistema attuale;
  • il secondo asse, invece, si colloca lungo il concetto della multimodalità. Un sistema di mobilità non più basato sulla centralità del mezzo privato e che sposta il proprio asse lungo le forme di trasporto pubblico e alternativo ed ecologicamente compatibile.

 

Il problema amianto c’è, ma non preoccupa più di tanto l’opinione pubblica trevigiana e non assurge a emergenza locale. L’amianto è una specie di tema dimenticato, messo nel cassetto dall’opinione pubblica locale.

I cittadini della Marca, invece, hanno idee chiare in fatto di realizzazione di nuove aree produttive. Secondo loro prima di realizzarne di nuove occorre recuperare quelle abbandonate.

 

Anche sul tema dei centri storici i trevigiani hanno le idee chiare: chiedono con forza agli enti locali nuove iniziative per rendere più vitali i centri storici e per valorizzare e favorire il ritorno della residenza.


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