I valori dei trevigiani


LA TREVIGIANITA’
Un’identità local: i trevigiani legati all’identità territoriale
L’essere trevigiani è importante. E, in un’epoca globale come la nostra, ha ancora un forte valore, almeno per quasi 4 trevigiani su dieci. In una scala di valori tra identità globali e locali i trevigiani si dividono in tre parti: una maggioranza relativa pari al 38% che dà valore l’identità locale dichiarando di sentirsi legata al territorio veneto (18%), trevigiano (15%) o in cui è nato (5%); un terzo che ha una dimensione nazionale dell’identità che è pari al 30%; poco meno di un terzo che proietta la sua identità oltre i confini nazionali e locali sentendosi cittadino del mondo (19%).

Trevigianità: l’attualità di un’identità
Se osserviamo il dato dell’importanza della trevigianità e non solo il sentirsi trevigiano contrapposto alle altre identità, possiamo osservare che il legame con il territorio e le sue tradizioni aumenta. Nella fase contemporanea in cui si intensificano sempre più le reti
globali, che portano alla dissolvenza del legame forte tra identità e territorio, la trevigianità rappresenta un percorso di identificazione centrale per 6 abitanti su 10. Ancora oggi per i cittadini della Marca la trevigianità ha un valore e un ruolo all’interno della società.
L’identità trevigiana è per gli abitanti della Marca è un fattore di riconoscibilità che permea in maniera forte le relazioni che instaurano quotidianamente. Un modo d’essere radicato e riconoscibile.

I valori costitutivi della trevigianità
I fattori che disegnano l’identità locale sono, per gli stessi abitanti della Marca, lavoro (44%), spirito imprenditoriale (32%) e spirito di sacrificio (27%). A questi si aggiunge un aspetto che non appartiene alla sfera della dimensione lavorativa che è quello del volontariato segnalato dal 26% dei trevigiani. L’apparenza e la ricchezza non vengono, invece, indicati dagli abitanti della Marca come valori costitutivi dell’identità trevigiana.

Come si descrivono i trevigiani
La trevigianità si muove tra luci e ombre che, secondo gli stessi abitanti della Marca, ben rispecchiano le diverse contraddizioni dei fattori connaturanti costitutivi dell’essere trevigiani. Il principale fattore, l’elemento cardine, che descrive l’essere trevigiano, secondo l’84% degli intervistati, è quello della laboriosità. Il dinamismo imprenditoriale e la capacità di innovazione, di cui i trevigiani si sentono dotati, sono frenati da un certo conservatorismo e da un’eccessiva limitatezza dell’orizzonte prospettico di cui si avverte il peso (provinciali 51%). Rimane un fattore importante quello dell’altruismo (50%) che bensi lega alla spinta verso il volontariato che tratteggia l’essere trevigiano.

In che cosa si incarna la trevigianità
In che cosa si incarna oggi la trevigianità? In Voglia di fare (41%), nel forte ruolo e peso del valore della famiglia (35%), nella concretezza (23%). Tutti questi sono ritenuti dagli abitanti della Marca i fattori principali che incarnano la trevigianità e tracciano le linee evolutive e il suo ruolo propulsivo. Appare, invece, ridotto il ruolo dell’innovazione nell’economia (17%) e l’identificazione con quella che viene definita la “razza piave” (12%).

La trevigianità: un fattore positivo
L’essere trevigiani e la trevigianità vengono percepiti dagli abitanti della Marca come dei fattori distintivi, un marchio d’identità caratterizzante. Un fattore positivo, quindi, per il 76% degli intervistati. L’essere trevigiani, ancora oggi, è un elemento in grado di creare
un’identità forte in cui riconoscersi e permette di rafforzare le relazioni e il senso di appartenenza all’interno della società. È presente, tuttavia, una parte degli intervistati, il 24% degli abitanti della Marca, che vede nell’essere trevigiani un modo di pensare sorpassato e che rende poco competitivi nella comunità globale moderna.

La trevigianità attesa
L’identità trevigiana proiettata verso il futuro si muove lungo 4 direttrici fondamentali:
• Il bisogno di rafforzare i legami comunitari, che si incarna nella capacità di creare sempre più un senso di società e unione interna (solidarietà).
• La perseveranza nel mantenere e conservare il senso del sé: il percorso della storia e della cultura e delle tradizioni locali come fattore di qualità e marchio locale dentro il globale.
• La necessità di l’apertura, come fattore di costruzione di una nuova forma di socialità (tolleranza e accoglienza).
• L’urgenza di essere al passo coi tempi, per cogliere e le opportunità e le sfide e mantenere ad alti livelli il processo di modernizzazione locale e della società.

La Globalizzazione
I trevigiani sono leggermente più globalisti (53%) rispetto al trend registrato a livello nazionale (51%). La percezione che i trevigiani hanno del processo di globalizzazione è positiva. Per loro la mondializzazione è un percorso che non può essere frenato o ostacolato. La costruzione di rete globali viene percepita come un processo che porterà alla Marca vantaggi in termini economici, politici e sociali.

I trevigiani e l’Europa
I trevigiani sono poco propensi a un governo unico europeo. Non vogliono sentir parlare di centralismo di Bruxelles o Strasburgo. La propensione degli abitanti della Marca verso l’idea di una ulteriore accelerazione del processo di unificazione politica e amministrativa
dell’Europa interessa solo 43% dei residenti. Un dato molto più basso di quello europeo, dove l’accordo supera il 50%. I trevigiani, quindi, si riconoscono di più nel valore dell’identità locale e appaiono ancora poco propensi a un governo centrale europeo.

Europa e modernità
L’Europa, però, per i trevigiani non è un nemico, né una cosa lontana. Nonostante manifestino un europeismo freddo, il giudizio che hanno sul processo di unificazione europea che si è sviluppato è positivo. Per i trevigiani, molto più della media degli italiani, la partecipazione dell’Italia al processo di unificazione europea viene avvertita come un fattore che ha favorito e aiutato la modernizzazione del nostro paese.


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