I rischi per la Marca


I rischi della Marca
Nelle dinamiche della Marca, il quadro delle inadeguatezze nel modello endogeno di sviluppo economico e sociale, aprono le porte ad alcuni rischi peculiari. Va ricordano che, complessivamente, il non intervento sul modello endogeno di sviluppo, potrebbe portare a un ulteriore appannamento delle dinamiche di crescita, sul lungo periodo, alla diminuzione dell’appeal territoriale.

Il rischio dell’aumento della diseguaglianza sociale
La crescita di questi anni e le trasformazioni in atto, con l’invecchiamento della popolazione, i limitati tassi di istruzione e l’ampio flusso di immigrati, nonché i processi di delocalizzazione, potrebbero ingenerare un aumento eccessivo delle disuguaglianze nella distribuzione del reddito.

L’accentuarsi delle contraddizioni nell’equilibrio tra domanda e offerta di lavoro

I mutamenti produttivi, i processi che tendono a spostare le produzioni e a lasciare la testa in loco, i flussi migratori che hanno portato manodopera a basso livello formativo, l’onda lunga dei limiti formativi e nell’innovazione, potrebbero ingenerare ulteriori problemi sul fronte dell’equilibrio tra domanda e offerta di lavoro. I problemi maggiori potrebbero essere determinati da tra 3 percorsi distinti: una nuova domanda di lavoro che presenta tassi di scolarità alti e con esigenze superiori; il perdurare di esigenze di copertura delle attività modeste con immigrazione; una fascia di difficoltà occupazionale per chi esce dal processo produttivo (donne, immigrati, uomini over 50 anni).

Il rischio del crash della mobilità
La trasformazione degli stili di vita negli ultimi decenni, i comportamenti di alta mobilità individuale che si sono affermati, la pluridecennale mancanza di investimenti sulle forme di mobilità alternative all’auto, hanno creato una situazione ormai al limite. Gli spostamenti in questa provincia (e il loro complesso e articolato evolversi) non è più sopportabile dall’attuale rete stradale e non sarà sopportabile neppure dopo una ulteriore e decisa crescita della struttura viaria. La quantità di spostamenti (pendolarismo, privati, merci, interprovincia, interzone) non può trovare risposte adeguate solo con la realizzazione di nuove strade. Tale sistema è al collasso e richiede un’articolata capacità di intervento multimodale, su cui in primis la Regione, deve dare risposte e finanziamenti adeguati e una rosa di interventi sistemici.

Il rischio del vuoto della ricerca
Nonostante l’alta qualità accademica presente in Veneto, la mancanza principale potrebbe determinarsi nella capacità di unire la ricerca alla produzione. La priorità dei prossimi anni è il trasferimento tecnologico alle imprese. E’ fornire alle aziende le condizioni ambientali per cui l’imprenditore che, avendo l’intenzione di innovare e non ha la massa critica sufficiente per produrre le trasformazioni nella propria impresa (o non ha la preparazione e le conoscenze per farlo e per accedere direttamente alle offerte della ricerca), sia in grado entrare comunque in contatto con la ricerca.

I rischi del sottodimensionamento delle imprese
Quello che è stato per decenni un punto di forza della Marca, il ricco e fitto tessuto di imprese e microimprese, oggi può trasformarsi non solo in un punto di debolezza, ma anche in un rischio per la dinamicità dello stesso tessuto produttivo. Un problema che si accentua con l’alta concorrenza dei paesi dell’Oriente e dell’Est europeo, ma anche per la bassa capacità di fare massa critica da parte delle imprese. Le piccole dimensioni non garantiscono, nel nuovo mercato globale, una adeguata potenza innovativa e di qualità del prodotto, ma neppure un quadro di investimenti, professionalità e managerialità.

Il rischio dell’incertezza e dell’attendismo
Gli operatori economici locali, come è stato scritto nel volume Riformare il modello trevigiano?, sembrano essere avvolti in quella che possiamo definire una “nebulosa dello sviluppo”. Il sistema provinciale, per il momento, sembra reggere, ma le prospettive sono, come minimo, appannate. Gli imprenditori non riescono a individuare quali saranno i possibili settori di traino e sembrano collocarsi in una posizione di attesa, coscienti dei propri punti di forza (il sistema aziendale individuale), ma incerti su quali potranno essere i nuovi segmenti di crescita e di trascinamento. La maggioranza degli operatori intervistati, non a caso, stenta a individuare un settore in decisa crescita e l’indicazione del turismo (14%) appare più un dato di risulta, che il prodotto di una convinzione strategica. Gli imprenditori della Marca, quindi, disegnano una fase più o meno altalenante, di espansione minima, senza fattori dinamici preponderanti. Un dato che deve preoccupare. Il problema da affrontare non è quello di una crisi verticale del sistema (come quella subita dalla grande industria nel Nord Ovest nei decenni passati), ma una trasformazione del modo di posizionarsi nel mercato globale e, quindi, del modo di fare impresa. Se la parcellizzazione e la diversificazione imprenditoriale hanno garantito, fino ad oggi, la tenuta e la crescita del sistema locale e hanno evitato crisi verticali sullo stile di quelle subite dai territori maggiormente fordisti, oggi questa peculiarità rischia di essere un freno. Rischia di mutarsi in un punto di debolezza. Una tendenza che, pur non mettendo in forse il sistema, necessita di interventi strutturali e correttivi che, al momento, non sembrano nell’orizzonte della massa degli imprenditori locali.

Il rischio di scollamento tra domanda la familiare e i servizi offerti
Un rischio peculiare della Marca è quello legato al disagio della normalità della famiglia, con il conseguente impasse tra il sistema dell’offerta di servizi e la mancanza di chiarezza, da parte delle famiglie (ma anche per una sorta di autoreferenzialità statica dei processi di erogazione delle prestazioni), sui bisogni.

Tutto ciò potrebbe creare scompensi, nuovi disequilibri e ulteriori debolezze, soprattutto se permane e si afferma la tendenza ad affidarsi alla capacità di autosoluzione da parte delle famiglie.

Il rischio della separazione
E’ il rischio insito nel non sviluppo del tema dell’immigrazione. Un rischio che è già in atto nella sofferenza segnalata dalla nuove famiglie immigrate, specie a causa della solitudine delle donne. Ma lo troviamo anche nella scuola, con il rischio di arrivare a scuole pubbliche (magari di periferia) solo per coloured, mentre i figli dei trevigiani si concentrano nella classi del centro o negli istituti privati.


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