Le opportunità della Marca


Le opportunità per la Marca 

Il piano strategico non è un intervento minimale, né un processo di programmazione rigida, ma ha l’ambizione e la tenacia di un grande progetto. Per portare a termine un percorso di questo genere occorrono energie, determinazione, disponibilità degli attori sul territorio, i quali non solo devono farlo proprio, ma partecipare con costanza alla sua realizzazione. Da ciò deriva il quadro delle opportunità, intese come temi che hanno una portata generale e prospettica e, al contempo, hanno un buon grado di realizzabilità.
 

Le opportunità della nuova infrastrutturazione e della multimodalità
Il Passante di Mestre, la pedemontana Veneta, il Corridoio 5, il completamento della A 28 sono solo alcuni dei titoli che pongono mano a una ridefinizione della viabilità che coinvolge il territorio della Marca. A sostegno di questo processo ci sono, inoltre i 140 milioni di euro stanziati solo per il 2004 dalla Provincia, per il ridisegno degli assetti viari provinciali, per la salvaguardia dei centri storici, per la sicurezza stradale, nonché 36 milioni per gli asfalti. Un ridisegno costruito su una cinquantina di progetti di varianti, di viabilità di snellimento del traffico in tutti i punti cruciali della provincia. La realizzazione del sistema metropolitano regionale e dei parcheggi scambiatori, la soppressione dei passaggi a livello, lo sviluppo e il potenziamento del sistema di trasporto pubblico e lo sviluppo dei poli intermodali, sono le parti integranti di una nuova mobilità multimodale.

 
Le opportunità della politica di eco-development
L’eco-development può essere identificato come uno dei fattori di crescita economica e produttiva del territorio. Esso si sostanzia in diverse opportunità e azioni. Ne sono un esempio il progetto, in collaborazione con il ministero dell’ambiente, di creare un club delle imprese che fanno innovazione ambientale, oppure la certificazione ambientale per le aziende, quale valore aggiunto della crescita. Il progetto punta sullo sviluppo di politiche per un nuovo sistema di gestione del territorio, sperimentando concretamente alcuni interventi specifici, fino ad individuare le aree e i settori interessati a raggiungere forme di certificazione ambientale. Oltre a questi temi, la partita ambientale della provincia di Treviso si può giocare:

- sul bilancio ecologico, con l’obiettivo di realizzare un piano economico per una chiara rendicontazione della spesa per la valorizzazione ambientale e l’individuazione di indicatori per una valutazione qualitativa e quantitativa delle risorse ambientali

- sulla qualificazione del ciclo delle acque, quale priorità per la valorizzazione della Marca e per approfondire una scelta di sviluppo poggiato sulla crescita di tutti i fattori che fondano una nuova vivibilità dell’ambiente

- sulla qualità dell’aria, sulla lotta all’inquinamento acustico, per mettere al centro dell’azione strategica i percorsi di vivibilità dei centri urbani

- sulla tutela del suolo, del recupero aree degradate

- sul ciclo dei rifiuti i cui obiettivi possono essere: contribuire a ridurre la quantità di rifiuti urbani prodotti, incentivare la raccolta differenziata, attuare iniziative atte al recupero energetico della frazione di rifiuti urbani non recuperabili

-          sullo sviluppo di piani di azione ambientale locale per la definizione di un complessivo progetto provinciale di sviluppo sostenibile e equo.

 
Le opportunità del turismo e dell’ecomuseo
Lo sviluppo del nuovo piano turistico territoriale, all’interno del piano strategico, prevede un forte rilancio dell’attività turistica nella Marca e individua 14 itinerari di carattere ecomuseale: itinerari culturali e storici, con i luoghi della Grande Guerra, la strada dell’Architettura, la via Claudia Augusta e i luoghi dell’archeologia, il Terraglio, le Città Murate, castelli e fortificazioni e gli ambiti etnografici. Ci sono poi gli itinerari enogastronomici con le strade storiche del vino e le aree D.O.C., le aree del gusto. Seguono gli itinerari naturalistici con l’Alta Via TV1, le aree fluviali, i percorsi ciclonaturalistici; i luoghi dello sport con le aree ed itinerari dello sport, l’anello ciclistico del Montello. Non mancano, infine, il paesaggio del benessere, con gli itinerari termali e i distretti turistico-produttivi, con le aree turistico-produttive. La scelta ecomuseale tende a fondere gli aspetti culturali con quelli ambientali e del vissuto del territorio. Un Ecomuseo è, innanzitutto, un patto con il quale una comunità si impegna a prendersi cura di un territorio. Istituire ecomusei favorisce la possibilità di ricostruire e valorizzare la memoria storica, la cultura materiale, le tradizioni, le attività agricole, artigianali ed economiche maggiormente radicate, potenziando, al contempo, le relazioni tra l'ambiente naturale e l'ambiente antropico.

Le finalità degli ecomusei possono essere diverse:

a) la conservazione ed il restauro di ambienti di vita tradizionali delle aree prescelte,

tramandando le testimonianze della cultura materiale, ricostruendo le abitudini di

vita e di lavoro delle popolazioni locali, le relazioni con l'ambiente circostante;

b) la valorizzazione, di abitazioni o fabbricati caratteristici, di mobili ed attrezzi e di strumenti

di lavoro;

c) la ricostruzione di ambiti di vita e di lavoro tradizionali che possono produrre beni e

servizi vendibili ai visitatori creando occasioni di lavoro e di guadagno;

d) la predisposizione di percorsi nel paesaggio e nell'ambiente tendenti a mettere in

relazione i visitatori con gli ambiti tradizionali;

e) il coinvolgimento attivo delle comunità, delle istituzioni culturali e scolastiche e delle

strutture associative locali;

f) la promozione e il sostegno delle attività di ricerca scientifica e didattico-educative relative alla storia e alle tradizioni locali.

 
L’opportunità delle politiche di sviluppo del benessere e dell’inclusione
La sfida delle politiche per l’inclusione è alquanto complessa. La realizzazione dei piani di zona e la loro evoluzione verso dei glocal plannig della qualità della vita e delle dinamiche del benessere è certamente una delle possibili evoluzioni e delle sfide che ha di fronte a se la Marca.

Allo stesso tempo alcuni progetti in corso di definizione, pongono le premesse di un quadro articolato di sviluppo dei temi del benessere e dell’inclusione e permettono di verificare i primi passi di un modello di crescita che si interroga su se stesso. Ne sono un esempio:

- la rete dei servizi per la promozione della salute e per la tutela socio sanitaria dei bambini immigrati e delle loro famiglie;

- il progetto triennale di monitoraggio dei campi elettromagnetici prodotti da impianti di telefonia mobile;

- il progetto sperimentale per l’ampliamento ed il rafforzamento di una rete di strutture e di servizi socio assistenziali di accoglienza per portatori di handicap grave, che ha come obiettivo la realizzazione di otto strutture da dedicare alla residenzialità di disabili gravi privi di adeguato sostegno familiare;

- lo sviluppo delle politiche per lo sport;

-          le politiche di sostegno all’alloggio degli immigrati.

 
L’opportunità delle nanotecnologie
Lo sviluppo delle nanotecnologie costituisce uno dei vettori dello sviluppo e dell’innovazione del territorio, consentendo un nuovo approccio alla scienza e all’ingegneria dei materiali.

Le esperienze nel settore sono sempre più indirizzate allo sviluppo e alla realizzazione di materiali polifunzionali integrabili e si pongono l’obiettivo di creare dispositivi molecolari per i più vasti impieghi. Le innovazioni prodotte dalle nanotecnologie valorizzano l’evoluzione tecnologica esistente sul territorio e consentono ricadute nei diversi settori produttivi, favorendo una nuova stagione di collaborazione tra imprese e mondo della ricerca. L’adesione della Provincia alla Veneto nanotech consente uno sviluppo concreto e delle ricadute effettive sul territorio di questo settore.

 
L’opportunità dell’agroalimentare di qualità
Lo sviluppo di un distretto dell’agroalimentare di qualità consente di valorizzare una dimensione di sistema di sostegno allo sviluppo economico-produttivo e sociale, recuperando all’interno di un quadro condiviso di azione, competenze e funzioni per i diversi attori locali. Il distretto dovrà sostenere la competitività delle imprese, la promozione dei prodotti e dell’offerta del territorio (turismo, artigianato e commercio) e collaborerà con le istituzioni e i soggetti locali per la tutela ambientale, paesaggistica e culturale.

 
Le nuove opportunità dell’Europa
Le opportunità dell’Europa sono legate alle politica per i fondi europei: europartenariato e cooperazione decentrata. Con la futura ed imminente entrata nell’Unione degli stati dell’Est europeo, appare sempre più difficile immaginare che Regioni europee come il Veneto siano destinate a ricevere ancora aiuti dai fondi strutturali. Del resto già con agenda 2000, le aree oggetto dei fondi strutturali del l’obiettivo 2 in provincia di Treviso, riguardano solo 2 piccoli comuni: Cavaso del Tomba e Fregona cioè circa 5000 abitanti. Le strategie future sono, quindi, legate ai programmi europei di iniziativa diretta della Commissione europea ed in particolare a quelli rivolti alla cooperazione decentrata. Per questo uno degli obiettivi strategici è quello di rafforzare il ruolo del territorio in ambito europeo ed internazionale e partecipare attivamente all’elaborazione e alla costruzione di un partenariato ed a sviluppare rapporti con le altre realtà locali europee ed internazionali. In particolare, le quattro strategie che si possono perseguire sono: sviluppare un efficace sistema di relazioni a livello comunitario ed internazionale; promuovere la visibilità e l’immagine della provincia all’interno del contesto comunitario ed internazionale; sensibilizzare gli attori della provincia di Treviso rispetto alle politiche comunitarie attraverso momenti di informazione, formazione e confronto; sviluppare idee e iniziative e progetti in una prospettiva di accesso ai fondi comunitari stanziati dall’Unione Europea a favore degli enti locali.

 
Le opportunità per la promozione economica e lo sviluppo dell'imprenditoria
Nella Marca si gioca pienamente la possibilità realizzare iniziative miranti a:

- promuovere e sostenere la nuova imprenditorialità giovanile, le imprese sociali e l’autoimpiego, anche attraverso attività di animazione;

- promuovere lo sviluppo dell'imprenditorialità locale, anche tramite specifiche attività a favore dell'emersione del lavoro non regolare;

- promuovere lo sviluppo di settori strategici quali ad esempio: turismo, hi-tech;

- facilitare l'accesso al credito delle PMI e dei lavoratori autonomi;

- promuovere lo sviluppo locale attraverso operazioni di marketing territoriale;

- promuovere lo sviluppo locale attraverso operazioni di programmazione e progettazione territoriale.

Un primo esempio in tale senso è offerto dal patto tra la Provincia di Treviso e Sviluppo Italia Veneto, che prevede un rapporto di collaborazione proprio su questi temi.

 

L’opportunità offerta dall’incubatore d’impresa per il terzo settore
Un incubatore di impresa per supportare le nuove iniziative imprenditoriali nel settore dei servizi sociali. Uno strumento che fornisca al terzo settore un servizio di informazione e consulenza per lo start-up d’impresa. Tra le sue peculiarità possiamo indicare:

- definire gli standard professionali necessari allo sviluppo delle imprese sociali verso modelli competitivi business oriented;

- sviluppare le competenze necessarie per la redazione del "bilancio sociale", quale strumento di gestione, misurazione e comunicazione della mission dell'impresa sociale e dei risultati economici e sociali raggiunti;

- accompagnare e sostenere le imprese nella progettazione e applicazione di un "sistema qualità", inteso come attività organica e continua di progettazione, valutazione e miglioramento della qualità dei servizi erogati;

- ricercare, implementare e facilitare il dialogo tra terzo settore, imprese e organismi pubblici;

- sostenere il processo formativo delle competenze manageriali e tecnico specialistiche;

- garantire un’offerta di servizi orientata alla qualità;

- sviluppare nuovi modelli formativi rivolti ai manager e ai soci con trasferimento di criteri di gestione propri delle imprese economiche;

- sviluppare modelli formativi personalizzati e innovativi, come la formazione a distanza;

- puntare alla riqualificazione professionale degli operatori sociali che erogano i servizi;

- inserire il terzo settore nell’ambito del sistema della formazione continua, dell’apprendistato e dei tirocini formativi;

- individuare e sperimentare nuovi servizi e nuove modalità di erogazione, con la partecipazione degli utenti.

L’incubatore dovrebbe procedere anche:

- all’analisi delle imprese del terzo settore nell’area;

- alla definizione e analisi delle figure professionali e del fabbisogno formativo nel terzo settore;

- alla costruzione di una banca dati sulle imprese sociali;

- alla individuazione e selezione dei bisogni sociali emergenti nel territorio;

- alla ricerca sul settore culturale e artistico per individuare le potenzialità di intervento e finanziamento;

-          alla diffusione sul territorio delle buone prassi.


Piano strategico della Provincia di Treviso

Per informazioni: tel 0422656004 - fax 0422.656354 - mail: pianostrategico@provincia.treviso.it