I punti di forza e di debolezza


Recuperando le analisi delle dinamiche del tessuto produttivo e sviluppandole con quanto è emerso dall’analisi dei trend del benessere, è possibile delineare un primo quadro prospettico dei punti di forza e debolezza generalizzati della Marca.
I punti di forza. Complessivamente ci troviamo di fronte a un territorio che ha un forte modello endogeno di sviluppo, caratterizzato da:
- un territorio come piattaforma globale, con forti valori storici e un modello positivo di sviluppo
- un sistema imprenditoriale tendenzialmente dinamico e proiettato verso l’Europa
- un ricco tessuto di piccole e medie imprese altamente specializzate, con una buona distrettualizzazione e una dinamica propensione all’export
- una struttura produttiva fortemente diversificata, capace di adeguarsi alle oscillazioni dei mercati
- la flessibilità territoriale, intesa sia come forma di rapporto di lavoro, sia come modus operandi delle imprese
- bassi tassi di disoccupazione e un mercato del lavoro qualificato nonché la tenuta del tessuto di fronte alle politiche delocalizzative
- la crescita del settore turistico

A questi punti di forza economici vanno aggiunti quelli del territorio e delle condizioni di vita determinata dai nuovi trend di crescita:
- buona qualità della vita percepita dai cittadini
- buoni servizi alle persone
- forti valori ambientali di ordine storico architettonico e paesaggistico

I punti di debolezza del territorio si identificano nel tendenziale rischio di inadeguatezza del modello endogeno di sviluppo, sia dal punto di vista delle traiettorie economiche, sia per gli effetti sociali. La Marca pur non essendo una realtà in crisi, evidenzia elementi di rischio di implosione, che possono determinare una lunga, ma duratura fase di difficoltà se non si interviene immediatamente con una progettazione e una rivitalizzazione complessiva delle dinamiche di crescita economica e sociale.
Nello specifico gli elementi che producono il tendenziale rischio di inadeguatezza del modello endogeno di sviluppo sono:
- la difficoltà di fare sistema e la tendenza a fare da solo degli imprenditori, che rendono vulnerabile il modello trevigiano di fronte alle macroreti globali
- l’atomizzazione dei centri decisionali
- la mancanza di un sistema innovato di marketing internazionale
- il deficit di alta formazione e la mancanza di centri di ricerca
- il deficit di managerialità nella piccola impresa e l’eccessiva microdimensione delle imprese, con conseguente limitata capitalizzazione delle imprese
- le frizioni esistenti nel mercato del lavoro, caratterizzato dal deficit di manodopera, da un tasso di occupazione femminile di difficile espansione, da un ruolo inferiore alle possibilità delle politiche formative;
- la scarsa pianificazione finanziaria quale leva per favorire la crescita dimensionale delle imprese, per aumentare le propensione all'investimento, per facilitare il passaggio generazionale alla guida delle aziende;
- i forti vincoli infrastrutturali, con un sistema della viabilità congestionato, inadeguato nella struttura viaria interna ed esterna, nonché con una scarsa intermodalità e una limitata dotazione ferroviaria e logistica
- le difficoltà del ricambio generazionale e la sofferenza per la concorrenza individuale
- la limitata diffusione dell’innovazione organizzativa
- un’offerta di servizi non tarata sul territorio
- una costellazione della crescita industriale territoriale con realtà diffuse e parcellizzate, che rendono difficile la distribuzione dei servizi ed eccessivo lo sfruttamento delle risorse del territorio.
Si può dire che i principali punti di debolezza del quadro economico-produttivo, si rivelano lungo l’asse dell’atomizzazione imprenditoriale e del deficit di formazione ad alto livello, da un lato, e lungo la direttrice limitata innovazione, difficoltà di sistema e limitata managerializzazione, dall’altro lato.

A questi elementi di debolezza vanno aggiunti i punti di sofferenza del quadro del benessere:
- una matrice sociale e culturale di base, ben esemplificata dal persistere di tassi minimi di natalità, dall'invecchiamento rapidissimo della società locale e dalle contemporanee difficoltà culturali di fronte alla sfida dell'immigrazione
- l’emergere di nuove povertà
- il tema dei disagi giovanili
- il disagio della normalità delle famiglie
- la bassa scolarizzazione e gli alti livelli di abbandono scolastico
- il gap culturale e la disomogeneità dell’offerta
- sviluppo disordinato e invariato dei nuclei urbani e il generale disinteresse per la qualità architettonica e paesaggistica, con progressiva perdita di valore dell’ambiente
- le difficoltà dell’impegno.

Complessivamente la Marca non si trova di fronte solo a una inadeguatezza del modello di sviluppo, ma anche alla difficoltà dei modelli culturali e delle reti sociali che hanno garantito integrazione e senso negli scorsi decenni.

PUNTI DI FORZA
esistenza di modelli positivi di sviluppo
il territorio è una piattaforma globale
sistema imprenditoriale dinamico
buona distruttalizzazione
imprese dinamiche con una forte propensione all'export
struttura produttiva diversificata
bassi tassi di disoccupazione
crescita turismo
buon livello dei servizi alle famiglie
buona percezione della qualità della vita
valori ambientali di ordine storico architettonico e paesaggistico

PUNTI DI DEBOLEZZA
difficoltà a fare sistema
atomizzazione dei centri decisionali
deficit di alta formazione
forte ricambio generazionale
deficit di manodopera
deficit di managerialità
forti vincoli infrastrutturali e scarsa dotazione logistica
congestione e eccessivo sfruttamento del territorio
scarsa capitalizzazione imprese
scarso trasferimento di innovazione da accademie a imprese
inaridimento demografico
una costellazione della crescita industriale territoriale con realtà diffuse e parcellizzate che rendono difficile la distribuzione dei servizi ed eccessivo lo sfruttamento delle risorse del territorio
mancanza centri di ricerca
difficoltà integrazione extracomunitari
sfilacciamento dei legami sociali e familiari
disattenzione al mondo giovanile
il gap culturale e la disomogeneità nell’offerta
bassa scolarizzazione e problemi avviamento scolastico per i più giovani
l’emergere di nuove povertà
sistema creditizio ancora poco impregnato su territorio


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